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Visualizzazione dei post da 2014

Trenino in anticipo

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Potrei passare queste ore cercando di capire cosa mettere stasera, oppure suggerendo agli amici quanta vodka comprare per il dopo-cena (alla pesca per me, grazie) o ancora facendo il bilancio di ciò che è stato di questi dodici intensi, stressanti ma mai noiosi mesi...invece eccomi qui, con un'istanza da soddisfare prima di tornare alla lettura di quel forato per costruzione che è "Il Signore degli Anelli". Tranquilli, sarò breve, e non per risparmiavi la fatica di leggere, ma perché Frodo è braccato da un cavaliere vestito di nero che pare senta il suo odore, quindi capite bene che non posso lasciarlo da solo con certe cattive compagnie.  Da più di un anno insisto nel proporvi parole, opinioni, commenti e osservazioni; da più di un anno gongolo e sorrido nel ricevere complimenti, critiche, silenzi e rimproveri; da più di un anno questo piccolo stanzino virtuale, nel quale mi rifugio quando ne sento il bisogno, mi protegge e continua a regalarmi svariati "bonus s

Sorrisi glassati e bottoni segregati

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Puntuale come il raffreddore in autunno e le zanzare in estate arriva il mio articolo sul Natale che, diciamolo subito, non sarà farcito di riflessioni sulla presunta magia che circonda questo periodo dell'anno. Personalmente non ho mai colto il fascino delle feste "imposte": mi sono sempre limitato ad osservarle, a studiarle, mantenendo, durante la ricerca, ove possibile, un educato e distaccato silenzio. Non mi piace spegnere l'entusiasmo altrui, ma davvero non sono la persona più adatta con la quale condividere la gioia per palle, glitter, alberi sintetici e Babbi Natale che si improvvisano alpinisti metropolitani. Questo bisogno di imporsi pranzi eccessivi ed affetto nei confronti di parenti che, spesso, nessuno si sognerebbe di degnare della minima considerazione, non l'ho mai avvertito come urgente o necessario. Il mio punto di vista, per grande gioia dell'economia nazionale e non, è fortunatamente isolato oltre che, come sempre, rigorosamente non ric

Ponti di legno e cenere divina

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In una serata invernale e (finalmente) fredda, mi è capitato di rivedere un film che ho sempre considerato straodrinario, e che anche oggi è riuscito a farmi considerare speciale una serata passata a casa in compagnia di una cena che purtroppo non è stata affatto frugale. Si tratta de "I ponti di Madison County", diretto ed interpretato da Clint Eastwood: la trama si sviluppa su una proibita storia d'amore tra una energica e curiosa casalinga (Meryl Streep) ed un sensuale fotografo errante (Clint Eastwood). Sono tanti i punti che mi hanno colpito: l'erotismo paziente ed ascendente raccontato dagli occhi della capace protagonista; il malcostume, tipico di ogni piccolo borgo, di puntare il dito su tutto ciò che risulta a-normale; la fatica, fisica e psicologica, del vivere lontano dalle grandi città. Però "solo un punto fu quel che [mi] vinse": quando ho ascoltato una riflessione di Francesca sull'essere genitori non ho potuto far altro che aspettare l

Mutande emarginate

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I primi ominidi, dopo essere faticosamente riusciti a conquistare la posizione eretta ed il pollice opponibile, arrivarono ad elaborare anche una innovativa regola per la sopravvivenza della specie: quando le giornate si facevano più corte e la temperatura si abbassava, loro, che ancora non erano in grado di scrivere e vivevano nelle grotte, si coprivano.  Mi pare evidente che, durante i secoli, qualcosa è andato perso per sempre, e non parlo ovviamente dei peli sulla schiena o delle lotte tra i gladiatori. Uno dei trend che impazza sui tutti i social network è quello di fotografarsi con quanti meno vestiti addosso possibile. Pare insomma che "il selfie non è bello se non fai lo spogliarello" (rima tremenda, me ne rendo conto e chiedo venia). Intendiamoci: l'autoscatto è ormai un virus che ha infettato quasi tutti, me compreso. Se dovessi perdere il cellulare la cosa che più di tutte mi causerebbe disagio sarebbe la quantità imbarazzante di primi piani rinvenuti dall

Il coniglio e l'uva

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Proprio come il Bianconiglio, ahimè, sono sempre di fretta: tra appunti da "tradurre" in una lingua che non esiste solo nella mia mente e valigie da fare e disfare, la mia vita ormai è un susseguirsi, sempre nuovo, di  cose non-rimandabili da fare. Ho sempre un po' vissuto all'insegna della postergazione (si sente che sto studiando diritto commerciale, vero?): fare dopo quello che si poteva fare adesso non era un semplice vizio, ma un vero e proprio stile di vita. Quando hai però una casa, anche se microscopica, da gestire ed organizzare, certi lussi non puoi proprio permetterteli: pensate che le magliette hanno smesso di tornare magicamente pulite come facevano un tempo preferendo ora giacere, le une con le altre, nel secchio dei vestiti da lavare, abbandonandosi, voluttuosamente, ad orge di colori e trame che farebbero impallidire anche le pornostar più navigate. Nota ironica a parte, confermo quanto detto qualche giorno fa: vivere da soli, nonostante alcuni pic

Apprendista coinquilino

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A quasi un mese di distanza, in un giorno un po' speciale, eccomi di nuovo seduto alla mia (vecchia?) scrivania, pronto ad aggiornarvi su stati d'animo e riflessioni partorite durante le mie notti da "studente (nemmeno poi tanto) fuori sede". La mia vita da universitario è finalmente iniziata, anche se, ahimè, proprio quando le materie che mi separano dal grande traguardo si contano sulle dita di una mano. Ma, nonostante l'ossimoro di fondo, sono lieto di informarvi che sono entusiasta dei piatti sporchi, degli appunti da ricopiare e dell'idraulico da chiamare più e più volte per ricordargli di quel rubinetto della cucina che proprio non vuole saperne di funzionare. Vivere da solo è una delle esperienze migliori che possa capitare, quando ovviamente questa solitudine costituisce una libera scelta e non un'imposizione del fato crudele. La mia routine ne è ovviamene uscita stravolta: ho detto addio a risvegli lenti, a pranzi succulenti e al Wi-Fi attivo 2

Amori palindromi

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Oggi solo una breve, lapidaria, quasi-ungarettiana, riflessione: l'amore non è bello se non è palindromo, quello non corrisposto non esiste. Sarebbe più facile credere agli unicorni rosa o, addirittura, agli autobus urbani che arrivano in orario, piuttosto che alla sanità degli affetti ad una sola corsia. Non si tratta della vecchia storia del "do ut des": l'amore non può essere scalfito dal peso del bisogno, se così fosse, questo nobile sentimento, si ridurrebbe ad un mero strumento per ammazzare il tempo o cacciare via la noia. Bisogna darsi, darsi completamente, ma senza mai smettere di osservare i comportamenti dell'altro, senza mai rinunciare al dubbio, alla sorpresa nel volersi scegliere day by day. Questa scelta è sicuramente nemica dell'abitudine e sorella della solidità. L'incertezza fa male, ma la sola visione di insieme non basta: supportare il partner nei periodi poco felici della sua esistenza è nobile, ma lasciare che si appollai su di noi

Il disagio delle castagne

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Ogni anno è la stessa storia: tornano le castagne e, assieme a loro, puntuali come orologi svizzeri, giungono i quattro cavalieri del disagio: ansia, caos, raffreddore e tedio.  Ottobre l'ho sempre guardato con sospetto, lo considero un po' come lo "Start" di ogni infelicità: la temperatura inizia a scendere, la pioggia bussa alle nostre finestre ogni giorno più spesso e noi siamo lì, dietro i quei vetri umidi, con il nostro bagaglio di ricordi della stagione appena conclusa e con un carico di impegni da smaltire...metabolizzare...digerire.  Ricominciare è dura, sempre, ma anche entusiasmante se solo ci si ricorda di buttare via il vecchio per far posto al nuovo! Il prezzo è sempre uguale, quasi fosse un equo canone sempiterno: bisogna sbracciarsi e affrontare il disagio con la grinta di chi, nonostante tutto, ama questo ingorgo di sentimenti e cellule che è la vita. Qualche vasca in piscina, una birra con gli amici, un paio di evidenziatori nuovi e del sano sesso

Prosaica-mente

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La prosa è ignorante a volte, proprio non vuole capire che certe sensazioni hanno bisogno di collegamenti sintatticamente errati per essere esatti. Quella valanga di congiunzioni, preposizioni e proposizioni rischia di confondere la mente, anche quella di chi legge. Per ogni emozione c'è, come dire, l'outfit giusto: la poesia è quello del dolore e della sofferenza. Scrivere è un po' come partorire, anche se non sempre si è in grado di amare ciò che sgorga da noi stessi, soprattutto quando a salire a galla sono sentimenti dal sapore sgradevole. La rime poi, anche loro tingono le parole di colori poco fedeli ai nostri stati d’animo. A volte non ci resta che prendere le lettere ed adagiarle su un foglio, lasciando che sia il caso ad unirle in una forma originale e "monstruosa". Immobile La tristezza sa di acqua salata e lenzuola aggrovigliate, profumo di umidità e gambe irrequiete: scompiglia, scapiglia e, infine, serra le ciglia. E corrono le dita, fuggon

Monolocali ben serviti

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Più osservo il mondo e più mi rendo conto che il tormento più grande che possa affliggere l'essere umano sia la felicità. No, non è un ossimoro appositamente studiato per costringervi a leggere il resto dell'articolo, ma solo il risultato di un'analisi che gli accadimenti quotidiani mi hanno portato a compiere.  Qualcuno di molto, ma molto, colto, descriveva il limbo come un luogo infernale, pieno di anime che sospiravano e soffrivano; oggi io, che non sono davvero, ma davvero, nessuno, lo paragonerei più ad un monolocale ben arredato in centro, vicino alla fermata della metro, al supermercato, al cinema ed alla pompa di benzina.  Perché scegliere quando ci si può comodamente limitare a disperarsi? Tra un singhiozzo ed una lacrima si dispone di tutti in confort immaginabili...basta rifugiarsi dentro, chiudere la porta a chiave e lasciarsi annientare poco a poco dal dubbio. La felicità, in fondo, può aspettare. È vero che le esigenze sono cambiate e le relazioni socia

Fumo e cenere

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Ci sono domeniche e domeniche. Alcune amano infastidirti, torturare la tua mente...quasi come fidanzatine noiose e annoiate che, senza sosta, ordinano i peli del braccio dei propri uomini, quasi a ricordare loro, carezza dopo carezza e dispetto dopo dispetto, che niente può scalfire la costanza di ciò che ci disturba. Altre ti osservano, con educazione, in silenzio; condividono con te l'intimità della penombra e dell'aroma del caffè sparso per casa il quale, con non poca fatica, si accavalla all'odore, ormai insopportabile, di piatti gustosi e difficili da digerire. Oggi, dopo tempo, e con mia grande sorpresa, è venuta a trovarmi il secondo tipo di domenica: ovviamente, da donna per bene quale è,  non si è presentata a mani vuote. Oltre alla quiete, alla pace e ad un numero limitato di immotivati sorrisi, ha voluto condividere con me delle parole che di splendido non hanno solo la forma, ma anche il contenuto. Novanta minuti di puro godimento intellettuale, di estasi e,

Egotismo q.b. e poi in forno per 30 minuti

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Quando il compromesso smette di essere veramente tale e si trasforma in vera e propria rinuncia? Purtroppo non esiste un'unità di misura riconosciuta dal Sistema Internazionale, ma quando una sensazione di nera insoddisfazione pervade le nostre turgide e tumide membra, forse qualcosa non funziona come dovrebbe, forse qualche ingranaggio va oliato o addirittura sostituito, o forse quella vena così gonfia sul collo è solo sintomo di una semplice insufficienza cardiaca. Il punto è che non si è mai del tutto liberi di cedere al proprio lato oscuro e di abbandonarsi alla rabbia perché (per fortuna?), puntuale come i chili di troppo a Natale, arriva quel maledettissimo Buon Senso ad elargire retti consigli senza che qualcuno glieli abbia mai chiesti: e si finisce, senza volerlo, col ragionare...si riprende in mano il computo alla ricerca dell'errore; si pesano, con la precisione di un chimico, parole e sensazioni; si passano ai raggi X idee convincimenti. D'altronde solo butta

Il sabato di Godot

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Se io, autore di un blog poco seguito, ricevo, nello stesso giorno, ben due inviti a scrivere un nuovo articolo, le cose sono due: o qualcuno mi sta organizzando uno scherzone poco divertente, oppure davvero alcuni di voi si interessano delle mie farraginose elucubrazioni mentali (cosa che ai miei occhi vi fa apparire come dei folli squilibrati).  Scherzi a parte...da giorni sento il bisogno di scrivere per aggiornavi sui miei stati d'animo, e credo che, anche grazie all'incoraggiamento ricevuto da Mauro  e da Daniele , oggi non possa proprio esimermi dal farlo. Purtroppo l'anatema leopardiano contenuto ne "Il sabato del villaggio" si è scagliato, con non poco ritardo, sulla mia estate: finiti gli esami, pervaso da un insensato ottimismo, pensavo che avrei avuto di fronte solo giornate passate all'insegna della spensieratezza, del mare, delle risate e perché no, anche del sesso. Così in fin dei conti è stato, ma solo in una misura molto, troppo ridotta. 

"A" come Artista

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Quanti di voi possono dire di aver conosciuto un artista? Probabilmente quasi nessuno. Io, miei cari, faccio parte di questa élite di fortunati. Oggi ho voglia di parlarvi della mia amica Annachiara e del nostro propizio incontro, perché il suo modo di declinare la realtà sulla tela possiede una carica energica che disseta quell'atavico bisogno umano di emozioni e sensazioni.  Annachiara Musella è una ragazza nata, come me, negli anni "80. Il suo animo dolce, complicato e curioso le ha suggerito, fin da giovanissima, di dedicare le proprie energie all'arte: si diploma in tecniche pittoriche e serigrafiche a Vibo Valentia per poi iscriversi all'Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria, dove consegue la laurea con voto di 110/110 e lode.  Lei ama definirsi una "paesaggista informale": nelle sue opere traspare, soprattutto, un rapporto di odio e amore per la sua terra, ma questa dicotomia di intenti e intenzioni non abbandona mai, del tutto, le sue cre

Riparare con l'oro

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Mi ha sempre affascinato l'arte, così come la filosofia, del Kintsugi . Anche io, come tutti voi, sono figlio dell'era consumistica. Quando una cosa è rotta, vecchia o semplicemente ci ha stufati, pensiamo che l'unica soluzione plausibile sia quella di eliminarla fisicamente. Questo nostra moderna concezione di ostracismo ci permette di vivere più serenamente: scacciare fuori dalle mura il "nemico" equivale un po' ad ucciderlo, ed in fondo l'uomo, che da sempre è stato lupo per l'altro uomo, non può reprimere del tutto questo suo istinto pseudo-predatorio. Ricostruire un oggetto (così come un rapporto) impone la spendita di quella preziosa risorsa scarsa che è il tempo. Il più delle volte probabilmente non ne vale davvero al pena, ma credo che fuggire sempre verso la soluzione più facile equivalga ad un atto di codardia. Anche Biancaneve ed il Principe Azzurro, probabilmente, dopo il matrimonio, avranno avuto i loro momenti di crisi, ma sono sicuro

In nome del primo, del secondo e dello spirito goliardico

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"Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume." Così recita l'articolo 19 della nostra Costituzione. I Padri costituenti, durante l'elaborazione della legge fondamentale, hanno tuttavia dimenticato di aggiungere un comma dedicato all'unica eccezione perpetrata sul territorio nazionale, eccezione che non può che riguardare la Sicilia. Storicamente, gli abitanti di questa fetta di Magna Grecia, hanno sempre posseduto un forte spirito di accoglienza: tutti possono godere delle bellezze di questa terra...tutti, tranne quei pochi stolti che credono di poter importare nella "mia" isola il culto per la dea DIETA. Tutto ebbe inizio quando, una decida di giorni fa, mia madre entrò entusiasta in camera mia dicendo che da lì a poco sarebbero tornati in paese dei suoi

Antisemitismo e social network

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Due giorni prima di un esame la cosa più logica da fare è ripassare e ripetere quegli argomenti che proprio non vogliono entrare in testa. Due giorni prima di un esame è esattamente questo quello che faccio di solito. Due giorni prima di un esame, questa volta, sento il bisogno di scrivere per URLARE la mia rabbia per quello che ho letto. Purtroppo ancora oggi esiste chi, senza curarsi del dolore che certe affermazioni possono causare, utilizza un social network famoso come Facebook, per diffondere idee negazioniste riguardo all'olocausto, definendolo una semplice invenzione di fantasia. La cosa che più di tutte mi spaventa è che, a divulgare certi surreali concetti, non è stato il solito anziano di turno, ancora legato ad un passato in cui, evidentemente, credeva di essere qualcuno per il sol fatto di infliggere torture a morte ad un altro essere umano; no, a far circolare certe falsità, in questo caso, è stato un giovane, proprio come me. Evidentemente non tutti i genitori e

Anche i gerani possono profumare

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Da mesi mi chiedo quanto sgarbato possa essere da parte mia dedicare un articolo a qualcosa di sacro come un libro. In fondo altro non sono che un ragazzo che ama confrontarsi con le parole scritte, affidando, a voi lettori, l'ingrato compito di analizzarle e di giudicarle, costringendovi quasi a svolgere un vero e proprio "lavoro", ricompensato solo dalla curiosità che spero i miei dubbi possano instillare. Ma questa volta voglio osare, voglio scrivere, sia perché odio i rimpianti, ma soprattutto perché godo nel tentare di ammaestrare questa caotica alternanza di vocali e consonanti che non sempre risultano docili e remissive. Il libro responsabile di questo trafiletto è "Il terrazzino dei gerani timidi", di Anna Marchesini. Mai mi sarei aspettato di provare una gamma di emozioni così variegata leggendo solo 232 pagine, scritte peraltro da una donna che pensavo essere solo un'ottima comica. Pensate quindi al mio stupore quando, foglio dopo foglio, mi so

Cuoco per un giorno

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Cosa c'è di più inflazionato dei blog dedicati alla cucina? Praticamente nulla. Da quando l'Antonella nazionale si è dedicata ai fornelli c'è stato un boom dei programmi e dei siti dedicati al cibo. Cucinare mi diverte e mi rilassa molto, infatti preferisco farlo sempre "in solitudine": non sono un tipo molto collaborativo. Se devo fare una cosa preferisco farla da me, così da assumermi tutta la responsabilità, sia nel bene che nel male. Questo articolo nasce da una foto pubblicata ieri su Twitter: non pensavo di ricevere così tanti complimenti e così tante richieste di informazioni sulla ricetta. Non potendo rispondervi tramite DM ho pensato di darvi qui tutti i ragguagli del caso, sperando di non deludere le aspettative che i vostri occhi vi hanno suggerito. Ma basta blaterare adesso, passiamo agli INGREDIENTI (per 2 persone non troppo affamate): * 4 fettine di girello di manzo * 5 o 6 prugne secche * farina di grano duro * mezzo bicchiere di marsala * s

Abitudine cattiva e cattive abitudini

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Spesso si dice che l'abitudine sia la tomba dell'amore. Probabilmente questa affermazione banalizza un concetto molto più complesso e non del tutto generalizzabile. In linea di principio ho sempre pensato che i rapporti, quasi come un vero e proprio essere vivente, siano obbligatoriamente destinati ad evolversi ed a cambiare nel tempo: una crescita fondata su step progressivi, l'uno diverso dall'altro. Ma se davvero è normale che un rapporto cambi, anche se lentamente ed impercettibilmente, come si fa a rendersi conto di quando esso si arena nella noiosa e letale abitudine? Purtroppo non credo esistano indicatori oggettivi, e valevoli per tutti, in presenza dei quali si può essere certi di trovare una risposta a questa domanda. Ogni rapporto vive una propria "normalità", che è veramente tale però solo quando è condivisa da entrambi i membri della coppia. Quando, per uno dei due, subentra il tedio, evidentemente qualcosa ha smesso di funzionare come dovrebbe.

Piccoli chimici

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"Chi meno ama è più forte si sa".  Così Marco Ferradini ha sintetizzato una regola di vita che pare chiara a tutti. Riflettendoci, questa affermazione, almeno apparentemente, non è poi così lontana dalla realtà: se non amerò mai nessuno non potrò mai stare male per amore. È chiaro. Tutto ciò sarebbe anche logico se non fosse che tentare di razionalizzare il sentimento più irrazionale che esista, non è un'operazione materialmente possibile. Comportarsi come dei cyborg a cosa porta? Sicuramente ad un'esistenza atarassica, ma anche apatica e fondamentalmente inumana. In nome dell'amore ho visto compiersi miracoli e avverarsi maledizioni. Forse è proprio amando che si accede a quella dimensione (permettetemi l'espressione) a tratti "magica" che affascina e seduce l'interessante specie di cui faccio parte. Resta il fatto che abbandonare ogni difesa in campo sentimentale è pericoloso perché, presto o tardi, ciò porterà anche ad una buona dose di so

Un acino nel silenzio

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In verità, in verità vi dico che mi siete mancati e che dovevo tornare. Dopo una pausa dai social network, durata solo pochi giorni, ho capito di essere nuovamente pronto a visitare questi lidi ricchi di una fauna (non sempre) pluricellulare che, nel bene o nel male, mi affascina e mi stupisce. Ho deciso di staccare per un po' le varie "spine", sia a causa degli impegni universitari, ma soprattutto per saggiare il mio livello di dipendenza da smartphone e PC. Il risultato è stato confortante: la mia routine è un po' cambiata, ho passato qualche ora in più con gli amici o con un libro in mano, e solo in qualche rara occasione ho sentito la spasmodica necessità di "condividere" con il mondo un mio pensiero. Ma, per mia fortuna, nessuna crisi di astinenza ha ipotecato le mie giornate con malumori o nervosismi. C'era forse solo una cosa che volevo scoprire: se almeno una piccola percentuale di quel ragazzo che non voleva nemmeno iscriversi su Facebook, fo

Morali(smi) demodé

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Come ho scritto nel primo post di questo blog, io non sono un giornalista, quindi non posso e non voglio entrare nel merito delle notizie di cronaca che, tutti i giorni, affollano i TG nazionali. Ciò che posso offrire io è semplicemente una riflessione, a voce sommessa, su questioni generali o, se preferite, di ordine "primario". Il must del momento pare quello di eccitarsi, quasi fino ad arrivare all'orgasmo, per le disgrazie personali che colpiscono i nostri "nemici". Probabilmente non c'è niente di nuovo in tutto ciò, e si tratta semplicemente dell'applicazione della vecchia regola per cui "in amore ed in guerra tutto è lecito".  Come sempre, forse, quello strano e fuori posto sono io, ma la cosa, come alcuni di voi sapranno, non mi dispiace affatto.  Io adoro competere, soprattutto verbalmente, ma solo quando riconosco che ne valga la pena: il più delle volte, purtroppo, mi ritrovo a dover ascoltare dei monologhi improvvisati pieni d

Social-mente vivo

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Da troppe settimane non dedicavo qualche ora a me stesso. Questa mattina, quasi coraggiosamente, ho deciso di prendere in mano la mia vita, di restare in pigiama, e dedicarmi così ad un po' di sano e divertente dolce far niente. Fuori piove a tratti, mentre un gelido vento bussa costantemente sugli infissi. L'impressione è che marzo non abbia nessuna intenzione di smentire le voci riguardo la sua assenza di sanità mentale.  Mentre le lenzuola del mio letto, tutte aggrovigliate, tradiscono un sonno un po' troppo agitato e ricco interruzioni, io sto seduto davanti al mio PC, affacciato su una finestra che oggi mostra un clima sereno e disteso. E così, tra una mail dell'amica di Genova e dei tweet con dei simpaticissimi sconosciuti, ho anche il tempo di riflettere su quanto il mondo dei social, dopo tutto, non sia male come dicono. Anche in questo caso la regola della virtù che sta nel mezzo non può essere ovviamente disattesa, ma se si riesce a non ammalarsi di &quo

Lo stanzino incasinato

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Odio le generalizzazioni: non sono altro che patetiche astrazioni mentali che semplificano un sistema distruggendo le sue caratteristiche singolari e le sue peculiarità. Nonostante ciò credo anche fermamente che esistano poche ma genuine "regole umane comuni" che, per quanto generiche possano risultare, siano in grado di guidare ogni individuo sulla via che porta alla propria stabilità personale.  Una di queste leggi non scritte è strettamente connessa al nostro bisogno di "socialità".  Nasciamo, viviamo e moriamo immersi in una dimensione collettiva. Passiamo l'intera esistenza assieme ad altri, tenendo costoro più o meno vicini a noi stessi, a seconda di quanto questa necessaria osmosi ci faccia stare bene.  Insomma, quelli della nostra specie sembrano quasi progettati per "fare branco". Tutto ciò risulta vero e dimostrato se solo si guarda alla nostra storia evolutiva. Ciò che però mi spaventa, come sempre, sono le degenerazioni.  Se passa

Le nuove (de)generazioni

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Dopo quasi due settimane di religioso silenzio, sono tornato a scrivere di me e delle mie impressioni sul mondo. Sono tre le parole che, negli ultimi giorni, hanno rubato la scena a tutte le altre: "maleducazione", "ignoranza" e "aggressività". Dovrei fare un accenno anche ad altre quali: "procedimentalizzazione", "concessioni" e "appalti", ma non ho voglia di annoiarvi con queste nozioni di diritto amministrativo.  Ciò a cui ho assistito, con poco stupore e tanta rassegnazione, è stata la conferma che la società moderna, la quale sta conoscendo un'evoluzione tecnologica senza precedenti, ha deciso anche di abbandonare (spero solo momentaneamente) il rispetto per il prossimo e per l'opinione altrui.  Le famiglie educano i figli a sapori molto semplici, i cui ingredienti principali sono la televisione, i social network e le console di gioco; i ragazzi interagiscono tra loro solo e rigorosamente tramite schermi lum

La logica illogicità

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Coerènte agg. [dal lat. cohaerens -entis, part. pres. di cohaerere «essere strettamente unito», comp. di co-1 e haerere «essere attaccato»]. – 2. fig. Che non è in contraddizione; usato assol., di persona fedele ai suoi principî o che agisce in modo conforme al proprio pensiero. Non essere in contraddizione con se stessi e con i propri principi è una sfida ardua, soprattutto quando l'alternativa è la gratuita, divertente ed eccitate oppressione delle idee del prossimo. In questi giorni ho osservato con attenzione il contesto politico e sociale nel quale siamo immersi. Ciò che ho ricavato dal mio esame è che moltissimi individui hanno deciso di sposare non una, ma bensì due attraenti signore: l'incoerenza e la maleducazione.  La libera manifestazione del pensiero, espressa magistralmente nell'art. 21 della nostra Costituzione, è un diritto per l'ottenimento del quale hanno lottato e sono morte tante, troppe persone. Oggi, nel 2014, si è dimenticato, con superf