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Visualizzazione dei post da gennaio 19, 2014

L'ottimismo di Sisifo

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Di solito quando voglio offendere qualcuno che reputo molto, ma molto, stupido, gli auguro di seguitare a vivere in compagnia di se stesso per moltissimo tempo, maledizione questa che reputo forgiata nella più torva cattiveria. Probabilmente, senza che io me ne accorgessi, qualcuno mi ha augurato qualcosa di più tremendo: un ipertrofico e feroce senso critico. Essere me, day by day, è davvero complesso: riesco a toccare picchi altissimi di cortesia e lealtà, per poi precipitare in profondi canyon di incoerenza e risentimento.  Sono una persona curiosa, ed amo, quasi patologicamente, investigare nei meandri oscuri della mente umana, compresa la mia. Probabilmente è fallace tentare di essere giudici terzi ed imparziali di se stessi, ma questo esercizio, compiuto senza la pretesa di arrivare a verità assolute, è una buona palestra di autocritica, che può sollevare, in una qualche misura, dall'ignoranza.  Come recitava un'antica sentenza religiosa insomma " Γνῶθι σεαυτόν

Andro-pausa

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Oggi posso offrirvi solo un'amara riflessione, frutto di una domenica mattina iniziata con troppi caffè e con una leggera ma implacabile emicrania. Mi è capitato di dover riflettere sui legami tra le persone, o per meglio dire su ciò che si millanta essere un vincolo di amicizia, che in realtà è nient'altro che un prurito puberale che scuote i jeans, forse troppo attillati, di giovani esoscheletri ripieni di tedio ed edonismo. Le relazioni fra le persone sono entrate in una spirale di non-senso anche perché esistono individui che affermano, con forza, di tenere in modo particolare ad un rapporto, scambiando, scientemente e maliziosamente, le chiassose istanze del proprio pene, per nobili sentimenti. Questa sì che è vera "andropausa": un disconoscimento, patologico e degenerativo, della propria umanità, obliterata da istinti che nessun essere del creato, se non l'uomo, paradossalmente, riesce a covare fra le proprie eccitate e caotiche molecole. Poco male però,