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Visualizzazione dei post da 2013

Scusa ma non ti (ri)chiamo affatto

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Vogliamo parlarne? Diciamolo. "Non ti sei fatto sentire" is the new black. Ormai è sulla bocca di tutti: grandi, piccini, ominicchi e omuncoli, nessuno resiste al fascino della lamentela del momento. Io mi chiedo solo una cosa: ma non vi secca? Sinceramente parlando, non vi provoca noia recitare, ogni anno, la stessa, banale, futile, non richiesta, scialba e dozzinale requisitoria? Magari pretendo troppo, ma utilizzare dei modi garbati nel proporre un caffè non credo sia poi così assurdo. Siamo tutti così "sociali" e così interconnessi che le distanze, spesso, sono solo fisiche. E allora perché usare quel tono sorpreso e sconvolto se non si è trovato il tempo di scrivere per primi? Questi sono gli interrogativi che opprimono, oggi, il mio animo colmo di ciccia e ramanzine. Probabilmente la risposta è semplice: sono io ad essere troppo permaloso. Al rimprovero rispondo il più delle volte con il silenzio e con l'indifferenza, suscitando ancora di più le ire d

Le 5 Ws di Capodanno

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Il cielo ieri notte era più buio del solito: un vento sferzante colpiva impudentemente i nostri zigomi mentre le mani, rubiconde e gonfie, cercavano riparo dentro la fredda tasca dei jeans. Gli occhi ridotti a fessure, quasi ad attendere che uno di noi sparasse quell'inevitabile proiettile che, come nei migliori western, avrebbe ferito mortalmente qualcuno. E poi una parola, grave e pesante, greve e tagliente, ha fatto tremare le ginocchia dolenti di quelle piccole anime impaurite raccolte nel freddo androne di un palazzone addormentato: capodanno. E fu subito opinione. Ebbe sì miei sazi e congestionati amici, anche per me è arrivato il momento di rispondere all'interrogativo più spaventoso che ci sia: cosa fare a capodanno?  La festa più magica, per me che non sono un fan di Babbo Natale, è quella di S. Silvestro: una celebrazione nella quale si alternano bilanci, confronti e propositi (quasi mai presi in sobrietà), che trova il suo habitat ideale non tanto o non necessari

A Natale NON puoi

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Seriamente, sinceramente e schiettamente, la risposta è no. Io non amo il Natale. Ci sono una miriade di feste che attendo con trepidazione: la notte del 31 dicembre, il mio compleanno, il giorno dell'ultimo esame (in questo caso si tratta più che altro di una speranza); ma Natale proprio no. Non lo dico per fare l'anticonformista a tutti i costi, solo che, ho notato, che a differenza di quello che dice la canzone di Alicia, in questo periodo ci sono troppe cose che, purtroppo, rispetto al solito, NON si possono fare. Volete qualche esempio? Ve ne darò almeno cinque: A Natale non puoi... ...evitare le lunghe, estenuanti, noiose, angoscianti, svilenti visite da parenti ed "amici" (che poi amici di chi?). Dove sta scritto che solo perché il calendario segna un giorno di vacanza io debba essere costretto a rispondere alle domande, a dir poco indiscrete, sulla mia carriera universitaria e sulla mia vita sessuale? Perché tu, che non mi hai mai regalato un evidenziato

L'età del "loro"

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Studiando materie come "Teoria generale del diritto" mi sono appassionato al discorso intorno alla società moderna, cioè dire la società in cui viviamo noi attualmente. Lasciando da parte le implicazioni più tecniche (seppur affascinanti) di questo concetto, vorrei parlarvi della svolta individualistica alla quale stiamo assistendo e che stiamo contribuendo a mantenere in vita. Anche io, adesso, esprimendo queste semplici ma personalissime opinioni, non sto facendo altro che rendere ancora più pingue questa deriva verso quello che possiamo definire l' " Io assoluto " . L'uomo, come ci ha insegnato Giambattista Vico, è quasi intrappolato all'interno di cicli che sono destinati sempre a ritornare: momenti di spersonalizzazione e annientazione dell'individuo  uti singulus , cedono il passo alla proliferazione di superuomini, capacissimi di badare a se stessi, arroccati presuntuosamente dietro la fierezza del proprio gargantuesco essere.  Noi vivi

Dillo con una scusa

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Quanto è complicato essere sinceri? Sicuramente tanto. D'altronde non a caso si parla di "scomode verità" e di "comode bugie". Mentire è la via per una risoluzione semplice di ogni problema. Ma siamo sicuri che turlupinare qualcuno non crei più disagio a noi stessi che all'inconsapevole destinatario? Prima di poter ingannare chicchessia in primo luogo bisogna prendere in giro se stessi, è necessario calarsi nella parte. Certo, si può "vincere", si può vivere tutta una vita con le "maschere di Pirandello" saldamente incollate al viso, ma ogni menzogna cessa di esistere con la nostra dipartita, e nemmeno la morte, a mio avviso, può annientare i nostri umani e irrinunciabili sensi di colpa. Detesto tutto ciò. Anche a me capita di camuffare la verità, ma lo faccio solo in casi estremi: preferisco esistere faticosamente perché sono certo che me ne andrò serenamente. Espressioni come "non ce la faccio" ed "ho tanti difetti&q

Avverbi pericolosi

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Questa mattina, appena aperti gli occhi, prima ancora di compiere una delle "ventisette azioni dell'uomo civile" di cui parla Stefano Benni, ho controllato le notifiche di whatsapp alla ricerca di qualcosa di più dolce del latte e caffè che da lì a poco avrei preparato. Parzialmente insoddisfatto mi sono recato in cucina e, come tutti i giorni, ho acceso la TV sul canale 67 (Mtv Music). La canzone che trasmettevano era "Unconditionally" della bellissima Katy Perry. Mentre girovagavo per la stanza alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, mi sono fermato un attimo ad ascoltare il ritornello: "Unconditional, unconditionally I will love you unconditionally There is no fear now Let go and just be free I will love you unconditionally." Considerato che avevo già preso il primo caffè sono stato in grado di partorire questa domanda: io sono in grado di amare qualcuno incondizionatamente? Se parliamo di rapporti di coppia, probab

Confusion is in the air

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L'uomo, interessante organismo pluricellulare dalle fenomenali capacità tanto platealmente ostentate ma, soprattutto, tanto raramente applicate, per poter capire e conoscere il mondo sensibile crea delle "categorie": compartimenti, più o meno stagni, da riempire con oggetti che hanno caratteristiche comuni. Così è sempre stato fatto, fin dall'antichità, e ciò ha portato a dei risultati e a delle analisi più che soddisfacenti.  Nell'era moderna, quella in cui viviamo noi, stiamo però assistendo ad un incontrollabile "categorismo" (permettetemi il neologismo, ho sempre desiderato partorirne uno): tutto deve essere inglobato dentro un insieme. È come se si fosse persa, lungo la storia dell'evoluzione umana, quella elasticità mentale che permetta di cogliere l'autenticità e la "non-accorpabilità" di determinati fenomeni. Capisco il classificare le foglie secondo le loro caratteristiche, comprendo una elencazione dei vari tipi di vertebra

Uomini Eterni

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Ho sempre creduto che la caducità della condizione umana sia un dato empirico ed immanente. Nulla di ciò che vive può opporsi alla morte. Però, se i corpi passano, la memoria, alcune volte, resta. Il ricordo è l'unica strada per l'immortalità umana, ecco perché Nelson Mandela è una di quelle persone che vivranno in eterno. La notizia della sua morte mi ha scosso e mi ha profondamente addolorato. Scrivere queste poche righe è il mio piccolo, microscopico ed infinitesimale gesto per dirgli Grazie per la lezione che ha insegnato a tutti noi e che insegnerà alle generazioni future. Purtroppo non sono un esperto della storia politica del continente Africano, ma ho la fortuna di avere un amico che, a differenza mia, possiede la preparazione necessaria per parlarci di questo eroe moderno. Vi offro quindi le risposte che, gentilmente, il Dott. Andrea Cardona, specializzato in "Storia dell'Africa e dell'Asia", ha voluto offrirmi. Quando parliamo di apartheid, cos

Cavalieri auto-serventi

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Uomini e donne sono uguali! Secoli di lotte, rimostranze e battaglie per arrivare a un qualcosa che mi è sempre sembrato ovvio; evidentemente l'umanità ha dei tempi che l'autore di questo blog trova incredibilmente ed inutilmente lenti. Ma non è di diritti conquistati o torti subiti che voglio parlare, non oggi almeno. Vorrei analizzare come si sia un po' passati da un opposto all'altro. Non datemi del femminista, perché non lo sono. Però un po' di autocritica noi maschietti dovremmo farla. Capisco che "il maschio" che non deve chiedere mai abbia ceduto il posto all'uomo sensibile, vanitoso ed a tratti fragile, ma non mi risulta che ci sia stata concessa la possibilità di "vivere in continua sindrome premestruale" (cit.). L'evoluzione ha portato, secondo me, alla creazione di una  species  del genere maschile, definibile come " masculus cristatus ". Analizziamone assieme i tratti. Di piccola (o piccolissima) taglia e dal

Your post

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Sapete qual è uno degli aspetti positivi di avere un blog ? Quello per cui non devo scusarmi per un uso "personale" di questo strumento. Questo articolo è ovviamente per tutti, ma è rivolto ad una persona speciale, che per un attimo ho avuto paura di aver perso. Ho scelto di parlarle da qui perché non potendo fare altri gesti più concreti, più folli o più "giusti", il fatto che tutto il mondo possa, in astratto, leggere ciò che dico, vuole essere la dimostrazione di quanto io tenga a te e alla tua serenità. Fatta questa dovuta premessa, parlo direttamente con te caro destinatario. Sei stato lì un po' da sempre, da molto prima che io ti conoscessi. Tutti quegli anni passati a sperare, a immaginare che un giorno sarebbe arrivato il mio "lieto fine", non sono stati vani, perché alla fine, in punta di piedi, e quasi per caso, sei comparso davanti ai miei occhi inebriandoli con la tua titanica e meravigliosa figura. Ci sono stati momenti difficili in

Il fiocco rosso

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Oggi è la giornata mondiale contro l'HIV/AIDS. La prevenzione è, nell'attuale momento storico, una delle più potenti armi che abbiamo a nostra disposizione: un preservativo può, letteralmente, fungere da scudo tra noi e questa insidioso male.  Giornate come questa servono quindi a ricordarci che l'attenzione non è mai troppa e che, in fondo, bastano piccoli gesti per divertirsi " cum grano salis ". Ma il 1° Dicembre non è e non deve essere solo questo: possiamo invece considerarlo una buona occasione ragionare su quanto sia stupido discriminare, allontanare o non aver paura di coloro che sono sieropositivi. Come ben disse Aristotele tutti noi, fondamentalmente, siamo animali sociali; lo stare assieme e il fare gruppo sono elementi non solo connaturati alla nostra stessa essenza, ma anche una panacea per certe dolorose ferite che hanno aggredito o continuano a segnare la nostra anima. Negare questa possibilità a causa della nostra ignoranza ci rende indegni

Come è bello far l'amore

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È troppo presto per parlare di sesso? Dopo quattro articoli mi sembra di aver già perso troppo tempo. È arrivato il momento di recuperare! Chi mi conosce de visu lo sa: amo, in tutte le sue forme, in tutte le sue declinazioni, in tutte le sue coniugazioni, fare l'amore! Fosse per me passerei intere giornate a letto alternando ai piaceri della carne quelli della gola (la metà di voi sta pensando al sesso orale a questo punto...siete degli sporcaccioni...e mi piacete per questo). Rispetto chi riesce a disinteressarsi completamente dell'argomento, ma al contempo sono dispiaciuto per queste "anime prave" perché non hanno che i carboidrati nelle loro vite, e quelli, si sa, a lungo andare e a differenza di qualunque amante, si stanziano sui fianchi e non vanno più via. Io non ho iniziato presto a dedicarmi allo sport più amato dagli italiani che vivono da Trieste in giù, anzi, si può dire proprio il contrario. Ma questo non mi dispiace dopo tutto. Nel momento storico in

Siamo figli delle angurie

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"A lui non piace studiare, è questione di carattere.". Questa frase potrebbe anche avere senso (e insisto sul potrebbe), se non fosse che spesso l'ho sentita riferita a dei bambini che non hanno ancora compiuto i 5 anni. Andiamoci piano e soprattutto parliamoci chiaro. Carattere? A 5 anni? Sarà che mi sbaglio, sarà che non sono un dottore in scienze della formazione, ma non penso che i figli vengano al mondo con il germe del "buono" o del "cattivo" studente. Ci sono tante cose aleatorie, e certi aspetti della vita sono davvero imprevedibili, ma volete farmi credere che i bambini vengano alla luce con un destino già segnato? Altro che nascere sotto i cavoli, qui si parla di esseri umani che hanno tutte le caratteristiche delle angurie e dei cocomeri, il cui sapore è solo frutto del caso. Io non ce l'ho con i pargoli. Loro non hanno colpa, ma solo la sfortuna di essere educati da persone che prendono poco seriamente i propri doveri educativi. A t

Normalità alla deriva

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Se c'è un concetto che mi ha sempre affascinato è quello di "normalità". Il vocabolario Sabatini Coletti ci offre questa definizione: " Condizione di ciò che è normale; stato consueto. SIN regolarità. ". Lasciando da parte le implicazioni sociologiche ed antropologiche della nozione che, come sappiamo, hanno spesso cercato di dare (senza riuscirci) una giustificazione plausibile ad alcune delle pagine più nere che la storia ricordi, il punto su cui voglio concentrarmi è invece di carattere più limitato ed infinitesimo, essendo rivolto a quella cellula fondamentale che è il rapporto di coppia (che non necessariamente deve trasformarsi in famiglia). La premessa biologica di questa immagine è ovviamente corretta e dimostrata, essendo basata su una semplice regola aritmetica: uomo + donna = prosecuzione della specie. Altrettanto vero è, però, che essa risulta imprecisa e noncurante di un altro aspetto fondamentale: siamo la "classe" dominante sul piane

Il consigliere imperfetto

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Parlare con i miei amici mi ha sempre offerto importati spunti di riflessione, e anche la giornata di oggi non fa eccezione. Negli anni il maggior quantitativo di consigli che mi sono stati chiesti hanno riguardato l'ambito sentimentale. Diciamolo subito: non sono mai stato un "latin lover". Ho sempre preferito lunghi digiuni ad amori intermittenti. Essendo nato nel (lontano?) 1986 sono cresciuto vedendo i "Classici Disney". Non ho mai accettato il concetto del "provare a stare con qualcuno". Sono sempre stato convinto che quando avrei incontrato il Vero Amore, lo avrei riconosciuto e non me ne sarei più separato. Crescendo ho capito che certi amori perfetti esistono solo nelle favole, ed è giusto che sia così dopo tutto. Nella vita reale i topi non ti aiutano a rifare il letto e i nani sono spesso oggetto di discriminazione in campo lavorativo e sociale. Nonostante ciò, nonostante io non fossi il Rodolfo Valentino del quartiere, sono sempre stato sc

Perché un blog?

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La risposta alla domanda è semplice: esibizionismo e noia. L'ultima volta che ho tenuto un blog andavo ancora al liceo. Il me stesso di quel tempo era molto diverso da adesso: la mia estrema timidezza mi ha sempre portato a tenere per me le mie opinioni; la mia eccessiva educazione mi ha sempre fatto ritenere che le parole, spesso, possono fare molto più male di uno schiaffo o di un pugno, e che quindi tacere fosse la scelta più "sicura". Troppo rispetto per gli altri, troppo poco, forse, verso la mia persona. Eppure il tempo per ascoltare gli altri l'ho sempre avuto e continuo ad averlo. Amo ascoltare. La mia non è però una curiosità fine a se stessa: non è voglia morbosa di sapere "chi ha fatto cosa con chi", ma bisogno di interrogarmi, criticamente, sui motivi di ogni azione umana. Oggi io e lei (la mia persona) andiamo molto più d'accordo: oserei dire che c'è ormai "una corrispondenza di amorosi sensi" tra noi. Quindi eccomi qua, in