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Visualizzazione dei post da gennaio 5, 2014

Imperativi scrotali

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Uno dei miei autori preferiti , in uno dei miei libri preferiti, ha fatto affermare al suo personaggio:" The only way to get rid of a temptation is to yield to it. Resist it, and your soul grows sick with longing for the things it has forbidden to itself, with desire for what its monstrous laws have made monstrous and unlawful ." (tradotto: "L'unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi. Resisti, e la tua anima si ammalerà del desiderio delle cose che si è proibite, di passione per ciò che le sue stesse mostruose leggi hanno reso mostruoso e illegale."). In tanti sono totalmente d'accordo con la sentenza che Wilde emette tramite la bocca del suo Dorian Gray. Io ammiro molto coloro che vivono le proprie vite con passione e trasporto, ciononostante accetto questa lezione con i dovuti aggiustamenti: credo infatti che sia necessario interrogarsi per capire da che tipo di "curiosità" siamo mossi. Proprio come esistono, parafrasando Collodi,

Cuccioli di pirla

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Durante gli estenuanti pranzi da parenti, amici e sconosciuti, ai quali sono stato costretto a presenziare durante queste feste, ho avuto la possibilità di poter studiare, quale pagano di antropologia, determinati comportamenti umani che mi hanno fatto, assieme, sorridere e rabbrividire. Uno dei miei preferiti è quello che ho definito "autostima lillipuziana". La base di ogni rapporto con il prossimo è la comunicazione, verbale, fisica o scritta che sia. È durante questo delicato processo che noi bipedi diamo il meglio di noi stessi. Senza accorgercene e, tra l'altro, senza volerlo, sveliamo molto più di quello che in realtà vogliamo dire. Dietro ogni risposta c'è una reazione, e dietro ogni reazione si cela, più o meno evidentemente, la verità. Il trucco è saper guardare con attenzione. Vi è mai capitato di ricevere, dopo una battuta o un'affermazione qualunque, una risposta abnorme e spropositata? Purtroppo credo di sì. A parte il fatto che molte persone, a m

A.A.A. "omotolleranza" cercasi

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Pioveva. Dovevo sbrigarmi a raggiungere casa visto che avevo già le scarpe zuppe. Un venditore ambulante, sorridente e sereno, al riparo sotto una tettoia, cercava di stipulare una tregua con il cielo plumbeo e iracondo, lanciandogli sguardi cordiali e affettuosi. Correndo non mi accorgo di aver preso in pieno una pozzanghera. Impreco. Raggiungo casa e mi chiedo: si può imporre la tolleranza? Sono perfettamente consapevole del fatto che la domanda ha poco, se non nulla a che fare con lo scenario che i miei occhi avevano di fronte, ma sono fatto così: dolcemente bipolare. In questi giorni assistiamo a coraggiose affermazioni dell'attuale Pontefice, Papa Francesco, che impressionano soprattutto le famiglie cristiane: si parla, ad esempio, di "sfide educative", e non di malattie, rispetto a temi scottanti come le unioni omosessuali, e il fatto che ci si interroghi, con una buona dose di umiltà, su quale sia il modo migliore per annunciare l'insegnamento di Cristo ai fi