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Amori palindromi

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Oggi solo una breve, lapidaria, quasi-ungarettiana, riflessione: l'amore non è bello se non è palindromo, quello non corrisposto non esiste. Sarebbe più facile credere agli unicorni rosa o, addirittura, agli autobus urbani che arrivano in orario, piuttosto che alla sanità degli affetti ad una sola corsia. Non si tratta della vecchia storia del "do ut des": l'amore non può essere scalfito dal peso del bisogno, se così fosse, questo nobile sentimento, si ridurrebbe ad un mero strumento per ammazzare il tempo o cacciare via la noia. Bisogna darsi, darsi completamente, ma senza mai smettere di osservare i comportamenti dell'altro, senza mai rinunciare al dubbio, alla sorpresa nel volersi scegliere day by day. Questa scelta è sicuramente nemica dell'abitudine e sorella della solidità. L'incertezza fa male, ma la sola visione di insieme non basta: supportare il partner nei periodi poco felici della sua esistenza è nobile, ma lasciare che si appollai su di noi...

Il disagio delle castagne

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Ogni anno è la stessa storia: tornano le castagne e, assieme a loro, puntuali come orologi svizzeri, giungono i quattro cavalieri del disagio: ansia, caos, raffreddore e tedio.  Ottobre l'ho sempre guardato con sospetto, lo considero un po' come lo "Start" di ogni infelicità: la temperatura inizia a scendere, la pioggia bussa alle nostre finestre ogni giorno più spesso e noi siamo lì, dietro i quei vetri umidi, con il nostro bagaglio di ricordi della stagione appena conclusa e con un carico di impegni da smaltire...metabolizzare...digerire.  Ricominciare è dura, sempre, ma anche entusiasmante se solo ci si ricorda di buttare via il vecchio per far posto al nuovo! Il prezzo è sempre uguale, quasi fosse un equo canone sempiterno: bisogna sbracciarsi e affrontare il disagio con la grinta di chi, nonostante tutto, ama questo ingorgo di sentimenti e cellule che è la vita. Qualche vasca in piscina, una birra con gli amici, un paio di evidenziatori nuovi e del sano sesso ...

Prosaica-mente

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La prosa è ignorante a volte, proprio non vuole capire che certe sensazioni hanno bisogno di collegamenti sintatticamente errati per essere esatti. Quella valanga di congiunzioni, preposizioni e proposizioni rischia di confondere la mente, anche quella di chi legge. Per ogni emozione c'è, come dire, l'outfit giusto: la poesia è quello del dolore e della sofferenza. Scrivere è un po' come partorire, anche se non sempre si è in grado di amare ciò che sgorga da noi stessi, soprattutto quando a salire a galla sono sentimenti dal sapore sgradevole. La rime poi, anche loro tingono le parole di colori poco fedeli ai nostri stati d’animo. A volte non ci resta che prendere le lettere ed adagiarle su un foglio, lasciando che sia il caso ad unirle in una forma originale e "monstruosa". Immobile La tristezza sa di acqua salata e lenzuola aggrovigliate, profumo di umidità e gambe irrequiete: scompiglia, scapiglia e, infine, serra le ciglia. E corrono le dita, fuggon...

Monolocali ben serviti

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Più osservo il mondo e più mi rendo conto che il tormento più grande che possa affliggere l'essere umano sia la felicità. No, non è un ossimoro appositamente studiato per costringervi a leggere il resto dell'articolo, ma solo il risultato di un'analisi che gli accadimenti quotidiani mi hanno portato a compiere.  Qualcuno di molto, ma molto, colto, descriveva il limbo come un luogo infernale, pieno di anime che sospiravano e soffrivano; oggi io, che non sono davvero, ma davvero, nessuno, lo paragonerei più ad un monolocale ben arredato in centro, vicino alla fermata della metro, al supermercato, al cinema ed alla pompa di benzina.  Perché scegliere quando ci si può comodamente limitare a disperarsi? Tra un singhiozzo ed una lacrima si dispone di tutti in confort immaginabili...basta rifugiarsi dentro, chiudere la porta a chiave e lasciarsi annientare poco a poco dal dubbio. La felicità, in fondo, può aspettare. È vero che le esigenze sono cambiate e le relazioni socia...

Fumo e cenere

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Ci sono domeniche e domeniche. Alcune amano infastidirti, torturare la tua mente...quasi come fidanzatine noiose e annoiate che, senza sosta, ordinano i peli del braccio dei propri uomini, quasi a ricordare loro, carezza dopo carezza e dispetto dopo dispetto, che niente può scalfire la costanza di ciò che ci disturba. Altre ti osservano, con educazione, in silenzio; condividono con te l'intimità della penombra e dell'aroma del caffè sparso per casa il quale, con non poca fatica, si accavalla all'odore, ormai insopportabile, di piatti gustosi e difficili da digerire. Oggi, dopo tempo, e con mia grande sorpresa, è venuta a trovarmi il secondo tipo di domenica: ovviamente, da donna per bene quale è,  non si è presentata a mani vuote. Oltre alla quiete, alla pace e ad un numero limitato di immotivati sorrisi, ha voluto condividere con me delle parole che di splendido non hanno solo la forma, ma anche il contenuto. Novanta minuti di puro godimento intellettuale, di estasi e,...

Egotismo q.b. e poi in forno per 30 minuti

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Quando il compromesso smette di essere veramente tale e si trasforma in vera e propria rinuncia? Purtroppo non esiste un'unità di misura riconosciuta dal Sistema Internazionale, ma quando una sensazione di nera insoddisfazione pervade le nostre turgide e tumide membra, forse qualcosa non funziona come dovrebbe, forse qualche ingranaggio va oliato o addirittura sostituito, o forse quella vena così gonfia sul collo è solo sintomo di una semplice insufficienza cardiaca. Il punto è che non si è mai del tutto liberi di cedere al proprio lato oscuro e di abbandonarsi alla rabbia perché (per fortuna?), puntuale come i chili di troppo a Natale, arriva quel maledettissimo Buon Senso ad elargire retti consigli senza che qualcuno glieli abbia mai chiesti: e si finisce, senza volerlo, col ragionare...si riprende in mano il computo alla ricerca dell'errore; si pesano, con la precisione di un chimico, parole e sensazioni; si passano ai raggi X idee convincimenti. D'altronde solo butta...

Il sabato di Godot

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Se io, autore di un blog poco seguito, ricevo, nello stesso giorno, ben due inviti a scrivere un nuovo articolo, le cose sono due: o qualcuno mi sta organizzando uno scherzone poco divertente, oppure davvero alcuni di voi si interessano delle mie farraginose elucubrazioni mentali (cosa che ai miei occhi vi fa apparire come dei folli squilibrati).  Scherzi a parte...da giorni sento il bisogno di scrivere per aggiornavi sui miei stati d'animo, e credo che, anche grazie all'incoraggiamento ricevuto da Mauro  e da Daniele , oggi non possa proprio esimermi dal farlo. Purtroppo l'anatema leopardiano contenuto ne "Il sabato del villaggio" si è scagliato, con non poco ritardo, sulla mia estate: finiti gli esami, pervaso da un insensato ottimismo, pensavo che avrei avuto di fronte solo giornate passate all'insegna della spensieratezza, del mare, delle risate e perché no, anche del sesso. Così in fin dei conti è stato, ma solo in una misura molto, troppo ridotta.  ...