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Imperativi scrotali

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Uno dei miei autori preferiti , in uno dei miei libri preferiti, ha fatto affermare al suo personaggio:" The only way to get rid of a temptation is to yield to it. Resist it, and your soul grows sick with longing for the things it has forbidden to itself, with desire for what its monstrous laws have made monstrous and unlawful ." (tradotto: "L'unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi. Resisti, e la tua anima si ammalerà del desiderio delle cose che si è proibite, di passione per ciò che le sue stesse mostruose leggi hanno reso mostruoso e illegale."). In tanti sono totalmente d'accordo con la sentenza che Wilde emette tramite la bocca del suo Dorian Gray. Io ammiro molto coloro che vivono le proprie vite con passione e trasporto, ciononostante accetto questa lezione con i dovuti aggiustamenti: credo infatti che sia necessario interrogarsi per capire da che tipo di "curiosità" siamo mossi. Proprio come esistono, parafrasando Collodi, ...

Cuccioli di pirla

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Durante gli estenuanti pranzi da parenti, amici e sconosciuti, ai quali sono stato costretto a presenziare durante queste feste, ho avuto la possibilità di poter studiare, quale pagano di antropologia, determinati comportamenti umani che mi hanno fatto, assieme, sorridere e rabbrividire. Uno dei miei preferiti è quello che ho definito "autostima lillipuziana". La base di ogni rapporto con il prossimo è la comunicazione, verbale, fisica o scritta che sia. È durante questo delicato processo che noi bipedi diamo il meglio di noi stessi. Senza accorgercene e, tra l'altro, senza volerlo, sveliamo molto più di quello che in realtà vogliamo dire. Dietro ogni risposta c'è una reazione, e dietro ogni reazione si cela, più o meno evidentemente, la verità. Il trucco è saper guardare con attenzione. Vi è mai capitato di ricevere, dopo una battuta o un'affermazione qualunque, una risposta abnorme e spropositata? Purtroppo credo di sì. A parte il fatto che molte persone, a m...

A.A.A. "omotolleranza" cercasi

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Pioveva. Dovevo sbrigarmi a raggiungere casa visto che avevo già le scarpe zuppe. Un venditore ambulante, sorridente e sereno, al riparo sotto una tettoia, cercava di stipulare una tregua con il cielo plumbeo e iracondo, lanciandogli sguardi cordiali e affettuosi. Correndo non mi accorgo di aver preso in pieno una pozzanghera. Impreco. Raggiungo casa e mi chiedo: si può imporre la tolleranza? Sono perfettamente consapevole del fatto che la domanda ha poco, se non nulla a che fare con lo scenario che i miei occhi avevano di fronte, ma sono fatto così: dolcemente bipolare. In questi giorni assistiamo a coraggiose affermazioni dell'attuale Pontefice, Papa Francesco, che impressionano soprattutto le famiglie cristiane: si parla, ad esempio, di "sfide educative", e non di malattie, rispetto a temi scottanti come le unioni omosessuali, e il fatto che ci si interroghi, con una buona dose di umiltà, su quale sia il modo migliore per annunciare l'insegnamento di Cristo ai fi...

Un cenone esplosivo

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Tra un brindisi e una canzone, un bis di lasagne ed un caffè, un'esplosione fortissima manda in frantumi la finestra della stanza vicina, facendo volare schegge di vetro e di legno dappertutto: no, non è la descrizione di un film d'azione, né tanto meno l'intervista ad un soldato di rientro dall'Iraq, ma solo l'abstract di ciò che è accaduto a me ed ai miei amici mentre attendevamo placidamente il nuovo anno riuniti in un appartamento sito nella bella Catania. Ebbene sì miei diletti, il 2013, a sei minuti dalla sua fine, ha deciso di salutarci con un bel botto! Fortunatamente siamo tutti rimasti illesi, ma lo spavento è stato grande, anche a causa fumo e dell'odore di zolfo che ha invaso tutta casa per ore. Il mio anno è iniziato insomma senza troppo entusiasmo, con scopa e paletta in mano e con abbracci contenitivi, ma a parte questo "piccolo" inconveniente, è stata una magnifica serata.  Certo, io e gli altri ci siamo guadagnati il titolo di ...

Scusa ma non ti (ri)chiamo affatto

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Vogliamo parlarne? Diciamolo. "Non ti sei fatto sentire" is the new black. Ormai è sulla bocca di tutti: grandi, piccini, ominicchi e omuncoli, nessuno resiste al fascino della lamentela del momento. Io mi chiedo solo una cosa: ma non vi secca? Sinceramente parlando, non vi provoca noia recitare, ogni anno, la stessa, banale, futile, non richiesta, scialba e dozzinale requisitoria? Magari pretendo troppo, ma utilizzare dei modi garbati nel proporre un caffè non credo sia poi così assurdo. Siamo tutti così "sociali" e così interconnessi che le distanze, spesso, sono solo fisiche. E allora perché usare quel tono sorpreso e sconvolto se non si è trovato il tempo di scrivere per primi? Questi sono gli interrogativi che opprimono, oggi, il mio animo colmo di ciccia e ramanzine. Probabilmente la risposta è semplice: sono io ad essere troppo permaloso. Al rimprovero rispondo il più delle volte con il silenzio e con l'indifferenza, suscitando ancora di più le ire d...

Le 5 Ws di Capodanno

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Il cielo ieri notte era più buio del solito: un vento sferzante colpiva impudentemente i nostri zigomi mentre le mani, rubiconde e gonfie, cercavano riparo dentro la fredda tasca dei jeans. Gli occhi ridotti a fessure, quasi ad attendere che uno di noi sparasse quell'inevitabile proiettile che, come nei migliori western, avrebbe ferito mortalmente qualcuno. E poi una parola, grave e pesante, greve e tagliente, ha fatto tremare le ginocchia dolenti di quelle piccole anime impaurite raccolte nel freddo androne di un palazzone addormentato: capodanno. E fu subito opinione. Ebbe sì miei sazi e congestionati amici, anche per me è arrivato il momento di rispondere all'interrogativo più spaventoso che ci sia: cosa fare a capodanno?  La festa più magica, per me che non sono un fan di Babbo Natale, è quella di S. Silvestro: una celebrazione nella quale si alternano bilanci, confronti e propositi (quasi mai presi in sobrietà), che trova il suo habitat ideale non tanto o non necessari...

A Natale NON puoi

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Seriamente, sinceramente e schiettamente, la risposta è no. Io non amo il Natale. Ci sono una miriade di feste che attendo con trepidazione: la notte del 31 dicembre, il mio compleanno, il giorno dell'ultimo esame (in questo caso si tratta più che altro di una speranza); ma Natale proprio no. Non lo dico per fare l'anticonformista a tutti i costi, solo che, ho notato, che a differenza di quello che dice la canzone di Alicia, in questo periodo ci sono troppe cose che, purtroppo, rispetto al solito, NON si possono fare. Volete qualche esempio? Ve ne darò almeno cinque: A Natale non puoi... ...evitare le lunghe, estenuanti, noiose, angoscianti, svilenti visite da parenti ed "amici" (che poi amici di chi?). Dove sta scritto che solo perché il calendario segna un giorno di vacanza io debba essere costretto a rispondere alle domande, a dir poco indiscrete, sulla mia carriera universitaria e sulla mia vita sessuale? Perché tu, che non mi hai mai regalato un evidenziato...